29.02.2012

Farsi trovare dai clienti è meglio che cercarli: l’inbound marketing supera l’outbound.

Oggi le azienda hanno bisogno di trovare nuovi clienti e contatti qualificati a cui proporre i propri servizi o prodotti. In questo periodo di crisi questa esigenza è ancora più sentita soprattutto dalla piccola media impresa che non ha budget sufficientemente ampi da dedicare a grandi campagne marketing tradizionali. Ecco che si inizia a guardare al marketing online, alle campagne misurabili e al seo e a tutti quegli strumenti che il web mette a disposizione per portare traffico al proprio sito.

La nuova dimensione aziendale va su internet dove puoi misurare il ROI dell’investimento fatto, analizzare la qualità del contatto ricevuto, rendere visibile il proprio marchio a chi lo sta cercando. Le imprese prendono sempre più confidenza con questa particolare forma di marketing e comunicazione che inverte i ruoli e fa si che sia il potenziale cliente ad andare dall’azienda.

Ma come farsi trovare online dai potenziali clienti?

 

- Pubblicare contenuti utili: scrivere su un blog o tenere aggiornato il proprio sito con contenuti freschi aiuta l’indicizzazione e quindi il traffico sul sito.

- Fare seo soprattutto in long tail: posizionare il proprio sito per keyword di long tail costa meno e porta contatti più qualificati.

- Utilizzare i social media: se la propria attività si sposa con la viralità del social media, utilzzare facebook, twitter, foursquare, linkedin, ecc aiuta a trovare nuovi contatti interessati a te o alla tua attività-.

- Creare campagne pay per click: intercettare il potenziale cliente nel momento in cui esprime un bisogno effettuando una ricerca online è un ottimo modo per ottenere contatti qualificati e potenzialmente interessati alla tua offerta.

- Creare video virali: i video sono un ottimo canale per pubblicizzare la propria attività e farsi conoscere.

Utilizzare strategie di inbound marketing risulta vincente per tre motivi:

 

- Riduce i costi di acquisizione della lead: acquisire contatti attraverso questi strumenti costa il 61% in meno rispetto ai metodi usati nel marketing tradizionale. *

- Migliora la targettizzazione: i contatti sono più qualificati e interessati alla tua offerta.

- L’investimento effettuato è misurabile al 100%: gli strumenti web consentono di misurare il ritorno sull’investimento di ogni euro speso.

E allora perché non provarci?

 

Note*: Dati Hubspot:” The 2012: State of Inbound Marketing”

 

17.02.2012

12 punti chiave che ogni home page dovrebbe avere

La progettazione di un sito internet è un’attività complessa che richiede la conoscenza delle logiche di usabilità e posizionamento, infatti lo scopo di una pagina web è quello di essere trovata e di essere navigata dalla persona che effettua una ricerca online. La pagina più critica da ideare è la home page perché non solo dà identità al sito, ma a differenza di una landing page accoglie visitatori diversi tra loro che provengono da percorsi diversi.

Ma quali sono gli elementi che non devono mai mancare in una home page?

Hubspot ne ha individuati 12 che ti ripropongo qui di seguito:

Titolo: una persona impiega circa 3 secondi per stabilire se la pagina contiene quello che cerca, quindi il titolo deve catturare l’attenzione e deve invogliare alla lettura. Sii conciso, ma accattivante!

Sottotitolo: deve essere legato al titolo e fornire informazioni aggiuntive chi sei, la tua offerta e il tuo prodotto.

Benefici: in modo sintetico devi comunicare quali sono i vantaggi che offri ai tuoi potenziali clienti. Non essere autoreferenziale, ma pensa al tuo interlocutore e ai benefici che sei in grado di offrire.

Call To Action: invita chi si trova sulla tua pagina a compiere un’azione. Troppo spesso si pensa che lo scopo della home page sia terminato nel momento in cui un utente trova il sito. Una home page può fare molto di più; può invitare alla lettura di un approfondimento o alla navigazione verso altre sezioni.

Caratteristiche: fornisci una specifica dei tuoi servizi e ai dei dettagli sulla tua offerta.

Testimonianze: l’opinione dei tuoi clienti acquisiti da valore al tuo marchio. Inserire delle testimonianze sul tuo prodotto o la tua offerta potrà aumentare la fiducia nei tuoi confronti.

Successi o Fattori di Successo: fornisci ai tuoi utenti un motivo per non andare via. Specificando i tuoi successi o ciò che ti rende unico valorizzerai la tua offerta.

Menù di Navigazione: una home page deve consentire l’accesso ad altre aree del sito. Il menù d navigazione aiuterà il visitatore ad orientarsi e a cercare ciò di cui ha bisogno.

Grafica: online la lettura è più faticosa, quindi puoi aiutare il visitatore con una grafica a supporto del testo.

Contenuti: fornisci un’area di approfondimento con news, gli ultimi tweet, o collegamenti a guide e contenuti extra.

Contatti: dai la possibilità ai tuoi visitatori di mettersi in contatto con te in modo facile e veloce.

Seconda Call to Action: fornisci la possibilità di interagire con il sito, magari proponendo l’iscrizione ad una newsletter o il download di materiale informativo. In questo modo non perderai il contatto e avrai la possibilità di proporre i tuoi prodotti o servizi anche in futuro.

E la tua home page rispetta questi criteri?

 

Fonti: liberamente tradotto da Hubspot: http://blog.hubspot.com/blog/tabid/6307/bid/31097/12-Critical-Elements-Every-Homepage-Must-Have-Infographic.aspx

07.02.2012

Google Analytics: guida all’utilizzo dell’account e alla configurazione dei profili

Solitamente la maggior parte degli utenti utilizza Analytics per un solo dominio… di conseguenza non si rende conto che questo software ha una gestione profili molto più complessa:

Google Analytics si compone di quattro livelli:

1. Profilo Google
2. Profilo Analyitics
3. Profilo Proprietà WEB
4. Profilo filtro

Vediamoli uno per uno per farci una prima idea:

Il Profilo Google è, per semplificare, la coppia utente-password con cui ci si connette a Google; tramite un unico account è possibile accedere a tutti i servizi google: gmail, GoogleDoc, etc. un Profilo Google può avere uno o più Profili Analytics.

Un Profilo Analytics è una entità ibrida che collega il profilo Google ai vari siti. La particolarità sta nel fatto che un Profilo Analytics, pur essendo proprietà del Profilo Google che lo ha creato, può essere condiviso con altri Profili Google e con altri prodotti google, primo tra tutti Google ADWords.

Il Profilo Proprietà Web, la proprietà web è il codice di monitoraggio, da inserire in tutte le pagine che vuoi monitorare, questo potrebbe essere un singolo sito, un dominio con più domini di terzo livello, ma potrebbe essere anche l’elenco di tutti i domini della tua azienda.

Il Profilo filtro, di default viene creato un profilo filtro che corrisponde al profilo proprietà web, è possibile aggiungere ulteriori filtri, ad esempio per monitorare, singole sezioni della tua proprietà web (uno per ogni dominio di terzo livello o per singole cartelle) o il traffico da determinati IP.

Tutte queste informazioni, per l’utente medio, sono completamente inutili; ma possono risultare importantissime sia per le agenzie di web-marketing che per i clienti delle suddette.

Ma vediamo prima un po’ di cose aggiuntive:

Come configurare un profilo Analytics

 

A questo punto chi di voi ha più di un sito da gestire si domanderà: meglio un profilo Analytics per ogni sito o uno per tutti i siti, e i filtri a che mi servono? La differenza sta nelle vostra necessità quando operate con agenzie o utenti esterni, in generale ci sono alcune restrizioni da dover seguire:

Domanda 1) Come operi con ADWords?

Un Account ADWords più essere collegato ad un solo Account Analytics, pertanto se desiderate usare un solo Account ADWords per tutti i vostri siti, questi devono essere racchiusi in un unico account Analytics; viceversa se volete un account ADWords per ogni ramo, settore, o eventuali altre suddivisioni di vostro gradimenti, sarete obbligati a creare un profilo Analytics per ognuna di queste.

Domanda 2) Come operi per le agenzie esterne?

Facciamo un esempio: con il vostro profilo Google gestite due siti, il sito aziendale e il blog delle vostre vacanze; il primo volete darlo in gestione ad una agenzia di web marketing; il secondo volete tenervelo per voi; in questo caso avete necessità di impostare due profili Analytics, uno con il sito aziendale da condividere con la vostra agenzia di web marketing; uno per il blog privato da non condividere con nessuno.

Domanda 3) Come è suddivisa la vostra proprietà web?

Anche qui penso sia più comodo un esempio: il vostro sito aziendale è suddiviso in varie sezioni (sito mobile, forum, ecommerce) avete interesse, pur mantenendo una visione d’insieme sempre disponibile, avere un dettaglio delle singole sezioni. Le opzioni sono molteplici:

Potete creare più profili web ma con il difetto di dover inserire nel sito più codici di monitoraggio (uno per il totale e uno per la sezione);

Potete utilizzare i segmenti avanzati, soluzione indubbiamente comoda.

Alternativamente potete creare un profilo filtro, che vi da la possibilità rispetto alla soluzione precedente, di dare accesso, in sola visione, ad altri utenti (tramite l’opzione di condivisione illustrato in precedenza).

 

Come Condividere un profilo Analytics con altri profili Google

 

Per condividere un profilo Analytics con altri utenti Google è sufficiente andare sul tasto con l’ingranaggio che trovate in alto a destra, selezionate il profilo Analytics che volete condividere, Andate su Utenti, nuovo utente e inserite la mail del profilo Google che volete aggiungere.

A questo punto dovrete scegliere se impostarlo come Amministratore o come utente.

Un amministratore avrà accesso completo al profilo Analytics e potrà pertanto creare nuovi filtri, obbiettivi, ma anche creare e distruggere profili filtro o proprietà web, aggiungere e rimuovere utenti e altro; l’unico vincolo è che non potrà eliminare il proprietario (o i proprietari) del sito.

Un Utente avrà accesso solo ai report, e solo per i profili filtro indicati dagli amministratori.

È possibile con una procedura analoga creare anche un nuovo proprietario dell’account; questi oltre ad avere tutti i diritti dell’amministratore, può anche rimuovere gli altri proprietari; pertanto se ne consiglia l’uso solo ed esclusivamente in caso di necessità di trasferire il profilo Analytics da un profilo Google ad un altro.

20.01.2012

Strategie Digitali: Ecco come far avanzare il tuo business

La maggior parte dei tuoi clienti ti cercano online. Questo è un dato di fatto. Oggi milioni di persone si connettono alla rete per cercare un prodotto o un servizio. E tu ci sei?

Avere un sito oggi non basta più. Il solo sito non ti assicura una visibilità e soprattutto non ti assicura contatti. Le logiche del web si evolvono costantemente e costruire la giusta strategia digitale è il solo modo per assicurare un ritorno sull’investimento fatto e il raggiungimento degli obiettivi. Una buona strategia digitale non si replica, ma va studiata su misura del business di riferimento e sul tipo di conversione che si vuole ottenere.

L’idea centrale che deve stare alla base di ogni strategia è l’integrazione di mezzi. Un buon mix di strumenti garantisce sempre un risultato perché fa in modo di colpire il tuo potenziale target in contesti diversi, momenti diversi e con strumenti e linguaggi diversi.

Ecco alcuni semplici schemi di possibili strategie da adottare in base agli obiettivi da raggiungere:

Obiettivo 1: Creare contatti commerciali:

 

Obiettivo 2: Vendere un prodotto:

 

Obiettivo 3: Migliorare la tua brand reputation:

 

E tu, cosa ne pensi?

02.01.2012

3 punti chiave per un mobile marketing di successo

Sfrutta il mobile marketing per far crescere la tua azienda

Nubess ha partecipato all’ultimo iab seminar sul mobile marketing & advertising.

Il seminario si è rivelato veramente interessante e, grazie ai dati di mercato e agli interventi dei numerosi esperti di settore, abbiamo potuto confermare quelle che erano anche le nostre previsioni: il 2012 sarà l’anno che confermerà definitivamente lo smartphone (e i tablet) come strumento irrinunciabile del quotidiano di ogni persona.

  • Le vendite degli smartphone hanno già superato quelle dei pc;
  • Nei prossimi 3 anni anche l’utilizzo dei dispositivi mobili supererà quello dei pc;
  • Nei prossimi 2 anni anche l’accesso ad internet da mobile supererà quello da pc;
  • Già il 7% del traffico del tuo sito web proviene da dispositivi mobili. Continua..

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